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Shorts: Baz Luhrmann for Chanel N°5

3 Lug

Well-known director Baz Luhrmann (Moulin Rouge!, William Shakespeare’s Romeo+Juliet, The Great Gatsby) began working in the fashion industry starting from the Chanel N°5 perfume commercial. In fact Luhrmann had just won an Oscar for his Moulin Rouge! with starring Nicole Kidman, who is here the femme fatale too. Settings are similar in both Moulin Rouge! and Chanel commercial, but also kinda of characters (the ordinary man and the beautiful and famous celebrity). So this commericial is all influenced by the last Luhrmann’s work in 2001. However is full of poetry and the soundtrack on the piano Clair de Lune arranged by Craig Armstrong (the original version is by Claude Debussy) is elegant for an elegant brand. It’s also different from all others fragrances’ commercials because here Chanel is only a sign, not the vial of perfume.

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Il conosciutissimo regista Baz Luhrmann (Moulin Rouge!, Romeo+Giulietta, Il Grande Gatsby) ha iniziato a collaborare, come molti altri registi, con l’industria della moda subito dopo avere vinto l’Oscar nel 2001 con Moulin Rouge!. Per lo spot pubblicitario del profumo Chanel N°5 con Nicole Kidman, Baz Luhrmann è evidentemente influenzato dal suo ultimo film, tanto da riprenderne scenografie (le ampie vedute della città scorrono velocemente come in Moulin Rouge!) e personaggi (la bellissima diva super corteggiata dai paparazzi e il comune ragazzo che se ne innamora). Nonostante ciò il piccolo cortometraggio è denso di pathos e poesia, come qualunque lavoro di Luhrmann, coadiuvato dall’arrangiamento al piano di Craig Armstrong di Clair de Lune (l’oroginale è di Claude Debussy). Insomma, uno spot elegante per un brand elegante! Inoltre è l’unica pubblicità di profumi dove non viene inquadrata la boccetta di profumo, ma solo l’insegna Chanel.

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Shorts: Made In Milan

21 Giu

Luckily I discovered this interesting 1990 short-documentary by Martin Scorsese about fashion Italian designer Giorgio Armani preparing for a show and discusses his ideas about fashion, his family history and the city of Milan. Watching lot of documentaries about fashion designers such as Mademoiselle C, Valentino “The Last Emperor”, Lagerfeld Confidential and Diana Vreeland: The Eye Has To Travel, I think Made in Milan is not only the best for settings and the way is shot by the director. But also because it bestows intimacy and human sensibility on Giorgio Armani. While all the others stylists seem perfect gods living in high-society, Scorsese prefers to sketch Armani’s job according his shy nature.

Di documentari sul mondo della moda e dei guru che lo popolano ne ho visti abbastanza: Mademoiselle C, Valentino “L’ultimo Imperatore”, Diana Vreeland, Lagerfeld Confidential, ma nessuno è stato capace di sorprendermi come Made in Milan (1990) di Martin Scorsese. Questo corto-documentario segue l’arte dello stilista italiano più famoso al mondo, Giorgio Armani, che ha cominciato il suo lavoro nella piccola e internazionale Milano. Qui non si parla di eventi mondani e sfilate preparate in lotta continua contro il tempo; Scorsese ha voluto dare alle immagini il giusto peso, cadenzandole tranquillamente, in linea con la personalità riservata dello stilista, lasciando spazio al suo racconto del passato e agli ideali di bellezza che più lo animano. Rigore e intimità dominano le passerelle di Armani.

 

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Shorts: Caserta Palace Dream: mini kolossal

7 Mag

What happen when Italian most famous building “Caserta Palace” mixes its fascinating atmosphere with the big Hollywood producer and director James Mc Teigue (V for Vendetta, Star Wars and Matrix)? It comes “Caserta Palace Dream”, a short film produced by Garofalo Industry. It outlines the history of the palace throughout the ages, starting from love story between Caserta’s design architect Vanvitelli (Richard Dreyfuss) and queen Maria of Saxony (Kasia Smutniak).
“This short is about a palace and a woman who represents its soul throughout history. She has made up the palace, she lives here in every age, she is the heart of the story, she’s perfect in every setting, she’s perfect in a film within a film” says Mc Teigue.
Caserta Palace has been the setting for famous films such as Star Wars, Mission Impossible III and Angels & Demons.

Cosa succede quando il cinema internazionale rende ancora più magico un patrimonio architettonico italiano? È quanto accaduto alla reggia di Caserta, set di un mini kolossal di 20 minuti scritto e diretto da James Mc Teigue (regista di V per Vendetta e collaboratore dei fratelli Wachowski per Matrix e di George Lucas per Star Wars) per il progetto del Pastificio Garofalo “Garofalo firma il Cinema”. Gli attori Richard Dreyfuss, Kasia Smutniak e Simone Mastandrea hanno ripercorso la storia della reggia nelle varie epoche, avendo per filo conduttore la passione di Maria Amalia di Sassonia, moglie di Re Carlo di Borbone, per l’architetto Luigi Vanvitelli, ingaggiato dal re per costruire la reggia. . “Questo cortometraggio è la storia di una Reggia e di una donna che ne rappresenta l’anima attraverso il tempo. È lei che crea il palazzo, è lei che lo abita nelle varie epoche, è la donna che tutti amano, quella attorno a cui ruota la storia, è perfetta nelle diverse ambientazioni ed è perfetta in un film dentro il film” afferma James Mc Teigue. La Reggia di Caserta non è comunque nuova al prestarsi ad ambientazioni cinematografiche: la più famosa è sicuramente quella per Star Wars (dove negli episodi I e II è utilizzata come reggia del pianeta Naboo), ma non si può certo dimenticare che, nei tempi recenti, è stata anche set usato da Mission Impossible III e Angeli e Demoni.

Shorts: Sofia Coppola

31 Mar
short: sofia coppola
  
The first Sofia Coppola’s short film, Lick the Star, revolves around four girls who want to weaken boys poisoning them with arsenic in their lunch. However a gossip ring around the “queen bee” of the group, Chloe, leads her and her plan to downfall.
Feelings such as isolation or sense of group and dissatisfaction in teenage years in different historical period (Marie Antoniette) are common in Coppola following films, like The Virgin Suicides or the latest Bling Ring. In addition music of the 70s and 80s is always used for typical soundtracks of her films.
Il primo cortometraggio di Sofia Coppola, Lick the Star, ha alcuni temi comuni a quello che diventerà lo stile della regista nei suoi film più popolari, da Il giardino delle vergini suicide al più recente Bling Ring. La sua capacità di analizzare i rapporti di gruppo in età adolescenziale e temi come quello della solitudine e dell’insoddisfazione giovanile comune ai ragazzi di tutte le epoche (Marie Antoniette) rendono la regia della Coppola fresca e al contempo impegnata. Già in Lick the Star emerge un elemento distintivo del suo stile, ovvero le musiche anni ’70-’80 che fanno da colonna sonora a  questo come a tutti gli altri suoi lavori.
Un gruppo di ragazze capitanate da Chloe, la più avvenente e sfacciata della scuola, idolo di tutti, vogliono avvelenare i ragazzi della loro scuola inserendo quotidinamente nel loro cibo dell’arsenico. Quando però verrà a galla un gossip su Chloe, la scuola comincerà a schienarla.

Shorts: Richard Kelly

29 Mar
Richard Kelly shot his first film Donnie Darko in 2001 becoming a cult movie very quickly, even if the failing collection at the box office. Donnie Darko is difficult to understand, in fact it’s open to many interpretations, but we can find its same bizarre themes in the short The Goodbye Place.
It revolves around a lonely child abused by his mother, who can’t stand him. He can see around strange phantoms who are present in his life trying to led him in an invisible place where you never come back: many children are lost there inside. Sense of abandon, missing characters, invisible phantoms are all recurring elements in Donnie Darko too, combined to bring about paradoxal’s sense and chaos on waht is real and what not. In fact audience’s point of view is the same for the character, so we both trust same things.
Also this short is open to many interpretations as desire to escape or social protest.  
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Donnie Darko è l’imperscrutabile film di Richard Kelly divenuto cult nonostante i suoi disastrosi  incassi al botteghino. E’ un film aperto a tante interpretazioni, tuttavia alcuni suoi elementi paradossali possono essere ritrovati in uno dei suoi primi cortometraggi The Goodbye Place. Un bambino maltrattato dalla madre vede figure inesistenti che lo osservano e intervengono nella sua vita quotidiana, cercando di condurlo in un posto da cui nessun bambino fa mai più ritorno.Elementi come il senso di abbandono e solitudine, la scomparsa di alcuni personaggi, la continua unione tra mondo fantastico che sembra quasi entrare prepotentemente in quello reale, confondendo le linee che li dividono, e i fantasmi con cui solo il protagonista riesce ad entrare in contatto sono elementi presenti anche in Donnie Darko e che concorrono ad alimentare maggiormente il senso del paradosso, ma anche quello della difficoltà a comprendere cosa sia reale e cosa sia esclusivamente frutto della mente del personaggio; questo perchè chi guarda è totalmente assorbito dal punto di vista alterato del protagonista, finendo per credere alle stesse cose di cui il protagonista sembra avere certezza.
Anche il cortometraggio è aperto a più interpretazioni, dal desiderio di evasione alla denuncia sociale.

Short: Pippo Mezzapesa

13 Mar
 
SettanTA (Seventy) by Pippo Mezzapesa, a young filmmaker from Puglia, South Italy, is the winner of the contest in Rome “Corti d’Argento” 2014. 
SettanTA is a documentary set in Taranto, the county seat in Puglia, and it shows us a harsh reality about life condition of people live near the most important metal refinery in Italy, called Ilva. 
The film set is the street, the characters people who are actually experiencing problems of pollution and health, in fact during the film some people issue a statement about their bad conditions and damn Italian State who don’t care anything about it. 
At the same time the main character is a family that usually organize a daily raffle in the neighborhood raffling something like food. Today came out the number seventy.
There’s a weird metaphor between life and ruffle: life depends on the choice made by destiny. Mankind is only helpless spectator.
 
 
 
SettanTA(ranto) di Pippo Mezzapesa è il vincitore dei Corti d’Argento 2014 di Roma.E’ un documentario sull’Ilva, una delle più importanti raffinerie di metallo in Italia (l’altra è a Genova) al centro di molte polemica in quanto fautrice dell’incremento dell’inquinamento e della morte di molti tarantini che vi abitano lì vicino. 
Il cortometraggio si sviluppa su due livelli: una riffa quotidiana a cui sono invitati a partecipare tutti i vicini di quartiere, con in palio generi alimentari, i cui fondatori sono una delle famiglie residenti lì, contemporaneamente alla ripresa di alcuni personaggi in particolare che commentano la loro condizione disagiata, desiderosi di avere voce in capitolo su qualcosa che riguarda la loro vita in primis.

Il malcontento accomuna anziani e giovani e la tragicità delle loro affermazioni raggiunge l’apice con la scena finale: una targa commemorativa di ciò che subisce questa parte di italiani abbandonata dallo Stato.
Arguta la metafora del gioco e della vita: è il destino a decidere la svolta degli eventi, l’uomo è uno spettatore impotente.

Short: Le delizie del re

3 Mar
Short: le delizie del re
Between imagination and reality: Le delizie del re (King pleasures) leads us back in time in the Eighteenth Century , in particular it’s set in Venaria, northen Italy, where is the Palace of Venaria, one of the residences of Savoia, included in the UNESCO list. Now is an exhibition place.
The short film shows us with irony a king routine and the first part seems to be similar to Marie Antoinette awakening in Sofia Coppola film (“This is ridiculous!” says Marie).
Music is by students of Turin Conservatory and screenplay and footage are made up by Turin Cinema School. The whole short film is directed by the writer Vincenzo Cerami and the song-writer Paolo Conte, both well-known in Italy.
“This is Venaria”! 
Le delizie del re è il cortometraggio ambientato nel 18 secolo alla Reggia di Venaria, una delle tante residenze della Famiglia Savoia, ora patrimonio dell’UNESCO e sede di importanti mostre. Le delizie del re è stato realizzato sotto la direzione artistica di Vincenzo Cerami alla sceneggiatura, coadiuvato dal Centro Sperimentale di Cinematogrfia di Torino, e quella di Paolo Conte che ha diretto i ragazzi del Conservatorio di Torino nel comporre la colonna sonora. Il cortometraggio mostra con ironia, non senza ripsettare le fonti storiche, una giornata a palazzo. L’inizio del corto rimanda alla medesima scena di vestizione che la regista Sofia Coppola ci presenta nel film Marie Antoinette con altrettanta ironia.
“Questa è Venaria!”.
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