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Even If: If Batman and Joker were painted by Van Gogh and Leonardo da Vinci, how them could be?

1 Lug

Ciao ragazzi, è passato un po’ di tempo dal mio ultimo post, ma non preoccupatevi, sono tornata XD E oggi voglio mostrarvi una gallery aristica che ha come soggetto il mondo di Batman? Conoscete Batman? Certo che sì, il mitico uomo pipistrello, dapprima un fumetto e divenuto poi un film adattato da molti registi negli ultimi anni: Tim Burton, Joel Schumacher, Christopher Nolan. E ora diventato, insieme a Joker, soggetto delle opere più famose di Leonardo da Vinci e Van Gogh grazie all’artista Vartan Garnikyan.

Hello guys, it’s been a long time since I wrote my last post. Don’t worry, I’m back XD And I want to share with you a little bit of art, for a change. You know Batman? Sure! It’s not only a comic, it’s also a thousand of movies shot by a lot of directors during the last years: Tim Burton, Joel Schumacher, Christopher Nolan. And now Batman rules into art too! Let’s see the masterpieces by the artist Vartan Garnikyan who put Batman and Joker in famous paintings by Leonardo da Vinci and Van Gogh.Starry KnightThe creation of BatmanHello, BeautifulScreaming LetoAmerican Gotham

Davvero fantastiche! Qui sotto potete trovare un emozionante corto del regista Jacob T. Swinney che celebra la cultura di Batman dagli inizi del 1943 fino ai giorni nostri, dove Batman diventa Lego!

Godetevi la gallery, a presto ragazzi 🙂

They look amazing! Here below a nice short by director Jacob T. Swinney to celebrate the Batman culture from the beginning in 1943 till Lego mood!

Enjoy the ride! See you soon guys 🙂

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My first Liebster Award!

11 Apr

Liebster AwardCiao ragazzi! Ecco qui, non vedevo l’ora di dirvelo! E’ arrivato il momento del mio primo Liebster Award! Quando Viola di Opinionista per caso Viola mi ha nominata, ero così felice ed orgogliosa di tutto il lavoro svolto qui sul blog e sono anche orgogliosa di avere dei lettori con cui condividere le varie esperienze cinematografiche. All’inizio avevo in mente tutt’altro post, in realtà si trattava di un video, ma per questioni tempistiche e per gli svariati impegni che ognuno ha, ahimè, quotidianamente, non ho potuto dare seguito al mio progetto, anche perchè la notizia poi sarebbe stata tutt’altro che fresca se ci avessi impiegato troppo tempo! Mi dispiace tantissimo, spero di riparare al più presto! 😉 Comunque, è tempo di partecipare a questa bella iniziativa! In immagine le regole, facili e veloci.

Hi dudes! Got it! My first Liebster Award! When Viola from Opinionista per caso Viola mentioned me for the Liebster Award, I was so happy and proud of my little work on this blog, who is growing day by day a little more, and I was proud of my readers sharing so far all kind of cinema experience with me. At the beginning I thought to write a post in a different way from what I’m gonna to do now, but because of hundreds tasks I have to do daily, I didn’t got time to make a video about and time goes faster, you know, and this news risked to be not so new anymore 😉 Hope to do someting special for you next time, feel so sorry! Anyhow, here the rules to partake in Liebster Award 🙂 Let’s do it! my first liebster award

  1. Perchè hai aperto un blog? Ho aperto il blog subito dopo l’esame di maturità. Avevo voglia di dare sfogo alle mie opinioni in fatto di cinema (perchè molti film hanno segnato delle tappe importanti della mia storia, cosa che presto vi racconterò 😉 ), perciò mi sono fiondata a scrivere recensioni di film. All’inizio non sapevo nemmeno cosa significasse occuparsi di un blog, io scrivevo e basta ( ed ero un po’ cattivella perchè avevo sempre qualcosa da ridire su qualunque film! XD). Ora invece sono maturata grazie anche a questa esperienza in cui cerco di mettermi in gioco, ho sviluppato dei gusti tutti miei, alcuni sono rimasti dalla mia adolescenza, altri sono mutati, ma in ogni caso cerco di assecondare i miei desideri artistici ogni volta che apro il blog e decido che esperienza condividere con i miei lettori.
  2. Ci parli un po’ delle tue passioni? Sono una persona molto poliedrica, mi piace fare tante cose contemporaneamente. Ciò che preferisco fare è sperimentare e mettermi in gioco in vari campi che, dopotutto, posso considerare essere le mie passioni: disegnare, scrivere, girare cortometraggi. Ma nulla mi vieta di prendere ago e filo e creare o di recitare. Le mie passioni sono mutevoli, considero passione ciò che sento il bisogno di fare in un determinato momento. Infatti il mio hashtag è #cinemaliquidolovesnewexperience.
  3. Quanto pensi che le interazioni e i commenti siano utili per un blogger e in che modo? Sono fondamentali. Comprendere gli altri e farsi comprendere è alla base dell’istinto animale e noi, volenti o nolenti, lo siamo. Capire i punti di vista altrui è fondamentale ancora di più per un blogger, che deve fare da guida ai suoi lettori e deve essere aperto ad ogni stimolo esterno; e gli altri blogger sono uno stimolo importante perchè c’è sempre qualcosa da imparare.
  4. Di cosa parli nel blog? Ciò che mi affascina di più sono i cortometraggi, la vera essenza di un regista, perchè in pochi minuti deve farsi comprendere e deve colpire nel cuore dello spettatore. In più adoro i fashion shorts, infatti nel mio blog c’è tutta una sezione in merito; credo che sia un genere astuto che sa prendere le finalità della pubblicità mischiandole alla creatività del cinema. Se qualcosa nella cinematografia mi colpisce particolarmente, nel bene o nel male, voglio condividerla con i miei lettori e perciò nel blog troverete la recensione ma anche la curiosità su costumi o make-up e i vari retroscena.
  5. Hai creato un rapporto d’amicizia con le altre blogger? Diciamo conoscenza, soprattutto grazie ai commenti. Molte volte è attraverso i commenti che viene infusa sicurezza o qualche critica costruttiva o semplicemente si fa una chiacchierata, come in un’amicizia.
  6. Vi siete mai conosciute personalmente? No, ma i sentimenti vissuti a lunga distanza non mi dispiacciono XD
  7. Come immagini il tuo blog tra due anni? Lo vivo giorno dopo giorno e non ho un’immagine ancora chiara di Cinema Liquido, sto ancora scoprendo tutte le sue potenzialità, quindi dire che vorrei vederlo crescere è scontato. Credo che però mi darà degli ottimi strumenti per raggiungere i miei obiettivi e per crescere sotto vari punti di vista.
  8. Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo? Credo che mi incuriosirebbe vederlo cambiare insieme a me, anche se un po’ si sta già orientando verso temi e modi che più si addicono alla mia personalità, molto cambiata da quando l’ho aperto.
  9. La cosa che sai fare meglio? Non piangere davanti ad un film strappalacrime XD
  10. Quanto tempo dedichi al tuo blog? Scrivo un giorno sì e uno no e nel giorno no ci penso spesso.
  11. Come nascono i tuoi post? Navigando sul web trovo sempre qualcosa di interessante da cui partire per scrivere. Ma le persone che conoscono le mie passioni spesse volte condividono con me argomenti affini a ciò che più mi interessa, perciò prendo ispirazione da quello che hanno visto o da ciò che li ha maggiormente colpiti andando a vedere un film per mutarlo in materiale utile anche per miei lettori.
  1. Why did you open a blog? I opened this blog after graduating at high school. I like giving my opinions and at the beginnings I usually wrote only reviews (and I was a little bit bad when I had to talk about some movies). Movies always scar different moments in my life, but this is another story. My tastes are changing day by day, some are always the same, anyhow I try to go along with my wishes everytime I’m on the computer writing what I’d like to share more with my readers.
  2. What are you most fascinated by? I like doing everything: writing, drawing, shooting…but nothing forbids me to start sewing and creating something new. My passions change a lot during the time, I think passion is what you need doing at that right moment. In fact my hashtag is #cinemaliquidolovesnewexperience!
  3. How much comments are useful for a blogger? They’re so useful! Understanding people, their points of view and needs is the basis of communication, especially for a blogger who has to be open-minded to collect as ideas as possible from other bloggers or people in general.
  4. What are the main topics in your blog? I’m fascinated by shorts because they have to show you a situation, a world completely different from yours, in few minutes. They’re a great mix beeween ads and movies. But I usually talk about all that thrill me for better or for worse; a movie, a making of, some tips, my points of view about actors, characters, my fav movies or opinion polls; I like ranking everything, such as the best make-up or the best dress 😉
  5. Have you ever made friends with other bloggers? Actually it has not happened yet, but when I write comments I usually try to be honest or give some advice or simply have a conversation, just like a real friend.
  6. Have you ever met other bloggers? Not yet, I like having feelings away XD
  7. How do you imagine your blog in the future?  I’m keen on seeing my blog growing up day by day. I have not yet a clear idea how it will be because I’m still finding out all its potential, but I think is a good way to improve my skills about writing and blogging and to give myself a challenge.
  8. Would you like seeing it changing? Of course! Actually I’m trying to change it according to my passions and my character, because I’ve been changing a lot since I opened Cinema Liquido.
  9. What’s the best thing are you able to do? I’m unable to cry everytime I see a sad movie XD
  10. How much time do you spend blogging? I usually post every other day.
  11. How do you write your posts? Surfing the net I always find out some interesting topic! But I usually buy some magazine about movies and I try to get inspiration from people’s tastes.

E ora le mie domande e le mie nomination 🙂 Now my questions and nominations! 🙂

  1. Perchè hai dato questo nome al tuo blog?/ Where does the blog’s name come from?
  2. Segui blog stranieri?/ Do you follow foreign blog?
  3. Cosa speri di ottenere da questa esperienza con il blog?/ What do you expect from your blog?
  4. La maggiore soddisfazione che hai avuto col tuo blog?/ What’s the best satisfaction you have been having with your blog since the beginning?
  5. Perchè hai deciso di aprire un blog?/Why did you open a blog?
  6. Quali sono gli argomenti che ti piace trattare nei tuoi post?/ What kind of topics do you like to talk about on your posts?
  7. Quali sono gli elementi fondamentali per creare un buon blog?/ What are the most important elements to make a great blog?
  8. Come pensi sarà il tuo blog nel futuro?/ How do you think will be your blog in the future?
  9. Ti sei mai scoraggiato nel tuo lavoro di blogger?/ Have you ever had difficulties with blogging?
  10. 3 aggettivi per definire il tuo carattere./ 3 adjectives to describe you.
  11. Il tuo film preferito?/ What’s yuor favourite film?

I blogger di cui non vedo l’ora di leggere le risposte alle domande sono:

  1. Coolsville
  2. Sinekdoks
  3. Francesco Fiumarella
  4. Review by Dave
  5. The Movie Talk Blog
  6. Monticiana
  7. Ilaria Rodella
  8. Per un pugno di cazzotti
  9. wwayne

Bloggers, vi ho scelto perchè vi considero fantastici e mi ispirate molto con i vostri lavori! Vi auguro tanta fortuna 😉 Good luck bloggers! I like reading your posts and you’re inspiring me so much! 😉

Even If: “And the Oscar will never go to…”

21 Feb La Dolce Vita CinemaLiquido

Ci avviciniamo semore di più alla magica Notte degli Oscar 2015, ma in questo post non parleremo del possibile vincitore di quest’anno. Voglio mostrarvi quali sono stati i registi che non hanno mai ricevuto l’Oscar per il Miglior Regista, anche se ne hanno ricevuti in altre categorie. Cominciamo!

We’re getting closer to the Oscar Night 2015, but I don’t want to talk about the possible winner; indeed, I most want to talk about those who the Oscar for Best Director has never gone to. Let’s start!

  • il-regista-stanley-kubrick-jack-nicholson-e-shelley-duvall-sul-set-di-shining-6207

    Have a tip for you: Shining! Yeah, Stanley Kubrick never won an Oscar in his entire life! It sounds just a little bit impossible!

  • Psyco Cinema Liquido

    Who shot this scene? Sir Alfred Hitchcock! I do not believe he never won an Oscar!

CinemaLiquido Charlie Chaplin

The icon of silent movies never won an Oscar: Charlie Chaplin.

Orson Welles CinemaLiquido

Anthony Perkins, Romy Schneider and Orson Welles. Orson Welles made the cinema history, but never won an Oscar.

Sergio Leone CinemaLiquido

Spaghetti western is the genre that made history all over the world. Quentin Tarantino always gets inspired by Sergio Leone, the most famous worldwide Italian director who never won the Oscar. Here with Clint Eastwood.

La Dolce Vita CinemaLiquido

Federico Fellini was the man who doesn’t want to grow.

Fritz Lang CinemaLiquido

The futuristic director Fritz Lang never won an Oscar, but Metropolis is still a successful film.

Fanny e Alexander CinemaLiquido

Ingmar Bergman never won the Oscar for Best Director, but Fanny and Alexander won The Best Foreign Film 1984.

Even if: Il sorpasso VS Fast&Furious

8 Dic

Cars, racings, roads around the world. All that parts are so similar in both movies. But they’re so different too.

Il sorpasso (The Overtaking) by Dino Risi is an important Italian film of the 60s, starring Vittorio Gassman and Catherine Spaak. A couple of friends is roaming around the cities by car, driving at full speed. In the last scene they’re trying to overtake another car, to have fun, but they have an accident and Roberto is dead. When the police is going to come there, Bruno pretend to forget his friend’s name. The film is famous for showing wealthy people’s carefree way of living in the 60s.

Well, Fast&Furious has not a good plot, even if all people know it. But it’s funny to see different way of filming cars races in the cinema, and all the different meanings linked to both them. I think The Overtaking has more suspance than Fast&Furious, also because this two movies are made for different reasons.

Video

Even if: The Artist

19 Lug

 

The Artist by Michel Hazanavicius won five Oscars in 2011 celebrating the comeback of silent films in balck and white. Well, The Artist is not properly a real film in balck and white: it looks more like a modern film shot normally and then faded after in black and white, than a film shot immediately like the ones in 1920. Instead in 2007 Karl Lagerfeld made a short film as a presentation for his new semiannual collection in 2008 “Paris-Moscou”, remembering how was usefull for Chanel’s creativity her relationship with Dmitri Pavlovitch, so with Russian world, in the 20s. This short looks like a genuine movie of the 20s, thanks to many special effects such as slight shakes of the camera, ruined film effect and deliberately badly cut scenes. So The Artist was considered a modern balck and white film, even if it’s not the first one in XXI century.

Even if: The Artist

One of the looks for Chanel “Paris-Moscou” 2008

Even if: The Artist

Chanel “Paris-Moscou” collection gets inspired by typical Russian style

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando Michel Hazanavicius vinse cinque Oscar con The Artist, 2011, tutti trovarono che l’idea di riportare in auge lo stile cinematografico muto e in bianco e nero degli anni ’20 fosse stata originale e innovativa, da premiare. E sebbene i sogni di gloria di Hazanavicius si siano comunque avverati, bisogna sapere che già nel 2007 un improbabile regista girò un cortometraggio come presentazione della sua sfilata di moda semiannuale per Chanel, “Paris-Moscou” 2008: Karl Lagerfeld. Nel corto vengono filmati alcuni momenti significativi della carriera di Gabrielle dal 1913 al 1923, quando dalla sua relazione con Dmitri Pavlovitch crebbe in lei il desiderio di ispirarsi allo stile russo. Lagerfeld, ricollegandosi alla storia della fondatrice del marchio, decise di reinventare lo stile francese unendolo a quello russo creando la linea “Paris-Moscou”. E quale miglior mezzo se non un breve cortometraggio a inizio sfilata che spiegasse la ragione della sua ispirazione? La macchina da presa tremolante, l’effetto antico e segnato della pellicola e le scene volutamente tagliate con imprecisione (simboli delle vecchie pellicole anni ’20), danno un effetto più veritiero di un film che sembra girato davvero a quell’epoca! Non vale lo stesso per The Artist, che sembra più che altro un film moderno girato normalmente e decolorato e silenziato successivamente.

Even If: The Artist

Coco 1913-1923 (2007)

Even If: The Artist

The Artist (2011)

 

 

 

Video

Even if…: Maleficent

7 Giu

Maleficent by Robert Stromberg does not leave one’s mark, but is likely to tire. Conversely Sleeping Beauty is fascinating more and more generations during the time. In favor of Maleficent we can just write about the original (and gone waste) idea to show us the story through Maleficent’s point of view, something like a spin-off in live action, although it has been lost lot of poetry was in the original Disney cartoon. Another great idea, this time gone waste too, was to show the female independence, a theme not at issue in traditional Disney cartoons that have been made in the past, when there was a different idea of women, usually leaning toward sexism. In spite of everything, Maleficent has not soul, it cannot excite us, it seems to be only a marketing product. Soundtrack by Lana del Rey Once Upon A Dream is the unique good aim.

Even If: MaleficentMaleficent di Robert Stromberg non lascia il segno, annoia soltanto, a differenza dell’originale cartone Disney del 1959 La bella addormentata che ha affascinato sempre più generazioni col passare del tempo. A favore di Maleficent, remake di una delle classiche fiabe disneyane, ci sono due idee di fondo male sfruttate a favore della politica marketing che ha ridotto la poesia del cartone originale in uno spin-off live action. La prima è l’idea di narrare la storia dal punto di vista dell’antagonista, ovvero Malefica. Tuttavia il film non riesce ugualmente a stupire, risultando piatto, nonostante Angelina Jolie abbia dichiarato di avere lavorato al meglio sulla rappresentazione delle dualità del personaggio. La seconda buona idea sfruttata male è il tema dell’ emancipazione e indipendenza femminile trasmessa dal carattere autoritario e vendicativo di Malefica, sfumatura che nei cartoni della Disney non è mai stata così marcata (negli anni ’60 knfatti non si può ancora parlare del tutto di emancipazione femminile come oggigiorno). In questo film, nonostante la tecnologia e le ambientazioni gotiche che ora vanno di moda in tutti i remake disneyani, non c’è la benchè minima poesia che era presente nel cartone originale, ma solo un’evidente strategia di marketing, come da programma del resto. Unica nota positiva la colonna sonora Once Upon  A Dream firmata da Lana del Rey.

 

Review: The Artist

2 Lug
Anni ’20. Il passaggio dal muto al sonoro, passo fondamentale del cinema di come lo conosciamo oggi. Come tutte le innovazioni avanguardiste anche il sonoro fece difficoltà ad affermarsi e il suo debutto fu ritardato fino al 1927, quando uscì Il cantante di jazz di Alan Crosland. Nonostante la sfiducia manifestata inizialmente dalle case produttrici americane verso questa nuova tecnologia, la Warner fu la prima ad investire nel sonoro come unica speranza di non cadere in rovina e il successo di pubblico non si fece attendere, determinando così la svolta per la nascita del nuovo cinema e dei nuovi artisti che ne avrebbero fatto parte.

Il protagonista è George Valentin, attore orgoglioso, egoista ed egocentrico, come lo definisce lo stesso regista Michel Hazanavicius, che vive dei suoi film hollywoodiani stereotipati. Non accetterà mai di convertirsi al sonoro (“Non parlerò” urla George nella scena iniziale quando viene torturato oppure quando in un incubo sogna di sentire i suoni; in effetti raramente lo vediamo parlare, di solito sorride, assume un mimica gestuale ironica). Peppy Miller è la nuova stella nascente, rappresenta la nuova guardia di attori che, storicamente, furono ingaggiati perchè sostituissero quelli vecchi. Peppy parla in continuazione ed è ciò che il nuovo pubblico desidera: “Largo ai giovani” afferma mestamente George una volta riconosciuto il suo fallimento dopo il flop dell’ultimo film uscito in concomitanza con Il neo della bellezza di Peppy. 


Il regista ha studiato il cinema degli anni ’20, la luce utilizzata in quegli anni (quella ad esempio di Murnau, il regista di Nosferatu il vampiro), i costumi, la mimica tipica degli attori dei film muti, la musica, ispirandosi a George Gershwin e a Cole Porter; tuttavia ha preso ispirazione dal cinema muto di ultima produzione, quello romantico di Josef von Sternberg, e non da quello di Chaplin. “Il confronto era quello con Chaplin.” commenta Hazanavicius: “Tutti ci aspetteranno al varco , perchè nessuno conosce veramente il muto. Io volevo il contrario di un piccolo buonuomo che, come dire, poteva fare compassione all’inizio; non volevo la storia di un uomo debole”. 
Il muto nasce soprattutto ad opera di Chaplin e Keaton, i quali si specializzano soprattutto nel  genere comico, una comicità, e un cinema in generale che, tuttavia, rispecchia i problemi della società degli anni ’20 e ’30: l’industrializzazione e il lavoro alienante in Tempi Moderni o la corsa all’oro in La febbre dell’oro, tema abbastanza recente per gli anni ’20. 


Chaplin non rappresenta in Tempi Moderni, ad esempio, un uomo debole solo perchè è vestito buffamente (anche il suo vestiario ha un significato ben preciso), è ingenuo e nella sua semplicità e con i suoi buoni sentimenti riesce a recuperare quei vecchi valori che lo estraniano dal mondo alienato. I suoi gesti possono sembrare fuori luogo in una società così all’avanguardia, così inquadrata nel ciclo produttivo: sembra quasi che Chaplin incarni il personaggio pirandelliano di Quaderni di Serafino Gubbio operatore in cui il protagonista si accorge di essere diventato insensibile alle emozioni umane e di essere un tutt’uno con la sua macchina da presa cercando, con difficoltà, di liberarsi di questo nefasto destino
Questo è un tema tutt’ora attualissimo in cui il cinema muto si è cimentato per primo. 
Direi che il cinema muto aveva una precisa valenza sociale nel contesto temporale in cui si è sviluppato: aveva ragione di esistere.


In questo caso più recente, cioè in The Artist, vi sono tutti gli elementi formali, perfettamente integrati tra di loro, volti a costituire un’ambientazione conforme a quella di un vero film muto. Gli attori sembrano davvero nati in quell’epoca, si muovono come se fossero star degli anni ’20 (anche grazie alla tipica accelerazione dei movimenti): insomma, sono davvero bravissimi. Ciò che non coincide con lo spirito di un vero film muto è il senso del muto in sè che lo stesso Hazanavicius deve giustificare: perchè è necessario raccontare una trama attraverso il muto e non con il sonoro? Proprio da questa domanda che gli rivolgevano in molti il regista ha deciso di trattare tale nodo cruciale della storia del cinema.
Il vero cinema muto, quello ad esempio di Chaplin, era impiantato, come già detto, in un preciso contesto sociale, trattava di problemi “veri”, mentre The Artist dà l’impressione di essere un film romantico fine a se stesso; non tratta nemmeno di un tempo che potrebbe essere trasferito nei veri anni ’20, dato che all’epoca il cinema non era muto, era cinema e basta, perchè non si conosceva ancora il sonoro. 
In effetti come si sarebbe potuto rifare un film muto e in bianco e nero trattando temi d’attualità e nel contempo, per restargli fedele, proporre un abbigliamento e uno scenario tipici degli anni ’20? Non avrebbe avuto nessun senso, perciò il regista ha prediletto la cornice  al contenuto, tralasciando le motivazioni per cui venivano girati i veri film muti. 
Mi chiedo se con The Artist non ci sia stata una ripresa esclusiva delle formalità del vecchio cinema svuotato del suo vero contenuto e del contesto in cui era giusto che prendesse forma: in pratica i tempi sono cambiati, le esigenze sono mutate e The Artist non ha dimostrato di essere efficace come i vecchi film degli anni ’20, (la stessa storia potrebbe essere raccontata in un normale film sonoro e a colori) ma di essere solo un prodotto artisticamente e formalmente perfetto. 
Credo che il successo sia dovuto più che altro all’impresa titanica di riproporre un film stilisticamente perfetto e affascinante in ogni suo aspetto, totalmente diverso da quelli in circolazione, ma di certo non il migliore: fa effetto riassaporare la magia favolistica del passato, è come assistere ad un pezzo di storia!

P.S. 

  1. Il tema dell’artista decaduto non è nuovo e riprende la traballante carriera di Bette Davis, susseguita da momenti promettenti e periodi di silenzio artistico.
  2. Il ballo finale rimanda a Fred Astaire e Ginger Rogers (http://www.youtube.com/watch?v=mxPgplMujzQ)

Scoop











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