Short: De Djess by Alice Rohrwacher

20 Feb

Dopo avere passato il mio ultimo esame, finalmente posso ridedicare maggiore tempo al blog e ho una notizia fresca per voi 🙂 Qualche ora fa il brand Miu Miu ha lanciato il suo ultimo cortometraggio De Djess di Alice Rohrwarcher. E’ il nono facente parte di un progetto di Racconti al femminile ideato per Miu Miu, in cui le registe raccontano la femminilità del 21 secolo con le loro contraddizioni (qui il terzo dei Racconti).

“Nei miei film voglio porre delle domande e non dare delle risposte” racconta Alice. Il corto è pieno di domande, girato con un linguaggio inventato che tuttavia riusciamo a comprendere. Perchè le modelle paparazzate svengono? Perchè le macchine fotografiche smettono di funzionare nello stesso momento?. “Era giusto dare il ruolo principale al vestito e dargli il mio modo di essere”. Il vestito Numero 328 ha vita propria e sceglie la donna alla quale vuole appartenere in base alla sua bellezza interiore; sarà la cameriera ad indossarlo attirando l’attenzione dei paparazzi, che però sono capaci di fotografare solo la bellezza esteriore. E’ come se la scarpetta di Cenerentola potesse parlare. Un’ultima cosa: la scena dei vestiti bagnati e “senza vita” mi ha fatto venire in mente l’ultma scena del video Only girl in the world di Rihanna, dove i vestiti sono appesi a degli alberi. A voi?

Cinema Liquido De Djess

After passing my last exam, finally I can devote my time to the posts, so I have a fresh news for you 🙂 Some hours ago the high fashion brand Miu Miu launched its last short film De Djess by Alice Rohrwarcher. It’s the ninth commission from Miu Miu Women’s Tales, the acclaimed short-film series by women who critically celebrate femininity in the 21st century (here the third Women’s Tales).

Dresses run ashore like survivors from a shipwreck. The story that paparazzi want isn’t the story they’re about to be given. That story belongs to a very special dress and she’s going to tell it exactly her way. “I want in my films to pose questions,” Rohrwacher admits, “not to offer answers.” De Djess is full of questions, posed in a fictional language that we can all still miraculously understand. Why are the blond women fainting? And why do all the cameras suddenly run out of power at exactly the same time?. Rohrwacher explains: “I felt it was right to give the lead role to a dress, and put myself inside”. Dress “Number 328” has a life of its own, and a taste for women’s beauty that is less obvious and more ingenious. Dress 328 sees something in the lowly waitress girl (played by Yanet Mojica). It’s as if the glass slipper from Cinderella could speak. One last thing: the first scene with all wet dresses reminds me last scene with all hung dresses of Only girl in the world by Rihanna, you too?

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